Les Îles Marquises, la”Terre des Hommes”

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Pur essendo in capo al mondo, le Marchesi sono sempre state sulla rotta dei più grandi esploratori dei mari del sud. Fu all’alba del XX secolo che Paul Gauguin, “Paul le Sauvage”, arrivò su queste isole agli antipodi. Ancora oggi, ben al riparo dalla modernità, i Marchesi respirano ancora i suoi dipinti: scene di vita, cavalli oi colori fulvi delle sue atmosfere.

Le leggende narrano che gli dei dei crearono le isole Marchesi come propria dimora, dove ogni isola rappresenta una parte della loro casa, IL nome delle isole Marchesi significa “Terra degli uomini” o “Te Henua ‘Enana”.gli abitanti delle isole hanno un fortissimo orgoglio per le proprie isole e un forte senso di identità.

Paul Gauguin sbarcò sulla spiaggia di Atuona (Hiva Oa) il 16 settembre 1901. Non si sa se scelse con chiara consapevolezza la grande isola meridionale (aveva più volte citato Fatuiva); non si conosce inoltre la qualità e la precisione delle informazioni generali che aveva sull’arcipelago, sulla sua società e sulla sua storia, ma è evidente che aveva scelto l’arcipelago per confrontarsi con pratiche culturali o artistiche di cui aveva avuto molte occasioni di apprezzarne l’eccellenza.

Paul Gauguin prima e più tardi, nel 1975, Jacques Brel, vennero a Hiva Oa in cerca di quella che si potrebbe chiamare pace interiore. Nessuno sa se mai la abbiano trovata, ma ogni mattina, all’alba, la luce sull’isola lascia senza fiato e fa sentire immersi nell’eternità. È una sensazione indescrivibile che ogni viaggiatore dovrebbe provare. Camminare sulle orme di questi artisti comprende anche una visita al cimitero di Calvaire dove entrambi riposano di fronte alla baia di Taaoa sotto la dolce fragranza dei frangipane. Da vedere poi la riproduzione della “Maison du Jouir”, il piccolo museo dedicato al pittore e la sua casa quando viveva alle Marchesi. Gauguin dipinse qui alcuni dei suoi quadri più famosi, prendendo ispirazione dalla vita quotidiana degli isolani e dalle leggende e antiche tradizioni religiose di queste terre mitologiche.

Fu proprio grazie alla passione per il volo che Brel si spinse fino alle selvagge coste delle isole Marchesi e fece di Nuku HivaHiva Oa e delle altre isole la propria dimora fino alla fine dei suoi giorni. In queste isole il celebre artista cessò di essere un poeta e un cantautore e divenne l’homme à l’avion – l’uomo con l’aereo, perché con il suo aereo-taxi portava cibo e oggetti utili agli abitanti delle isole.

Situata a sud Hiva Oa e’ l’isola più ricca di storia dell’arcipelago. Ambasciatori della cultura di Hiva Oa sono soprattutto i tiki, figure scolpite nella pietra basaltica diffuse anche nelle Isole della Società, nelle Isole Cook e in Nuova Zelanda, che rappresenterebbero, nella tradizione delle Isole Marchesi, i volti dei primi uomini sulla terra o, secondo altre interpretazioni, dei e semi-dei che risiedono nell’aldilà e che hanno dato origine al genere umano.Hiva Oa vale una visita per i sui molteplici siti archeologici come i me’ae a Puama’u, dove si trova la più grande statua tiki de Le Isole di Tahiti. “Takaii” (2,5 m.) è l’unica statua sorridente, nascosta in una vegetazione lussureggiante.

#SULLE ORME DI MELVILLE NELLA VALLE TAIPIVAI

È la storia di un marinaio che ha cercato di fuggire da una nave dove era perseguitato. Segretamente, è atterrato su un’isola reputata impenetrabile. Vagò da solo finché non fu accolto dal clan Taipi, che scambiò per cannibali. Non solo lo hanno curato, ma lo hanno presentato alla loro comunità sconosciuta. È il primo europeo di tutti i tempi ad aver vissuto con una tribù marchesiana. Era il 1842. Oggi puoi seguire le orme del giovane Herman Melville, l’autore di Moby Dick, in questa valle. Il tempo sembra essersi fermato con le sue centinaia di tiki, petroglifi e siti antichi che creano l’atmosfera speciale che l’autore riconoscerebbe ancora oggi.

Leggendarie e alte scogliere, picchi vulcanici, resti impressionanti avvolti nella natura selvaggia, spiagge meravigliose: le Isole Marchesi sono mozzafiato. Situate a 932 miglia (1.500 km) da Papeete, offrono al viaggiatore un viaggio di una vita.La natura, in queste isole, è la protagonista indiscussa. Le isole sono estremamente montagnose e selvagge: la presenza dell’uomo è limitata a pochi gruppi di persone che risiedono stabilmente solo in alcune di esse. L’intero arcipelago è formato da 12 isole di origine vulcanica, ma solamente sei sono abitate.

Le isole furono scoperte nel 1595 dal navigatore e esploratore spagnolo Álvaro de Mendaña y Neira. Lo scopritore le chiamò isole de “Las Marquesas de Mendoza” in onore del suo protettore, il vicere del Perù, García Hurtado de Mendoza y Manrique, marchese di Cañete.Raggiunte dai conquistadores soltanto nel XVI secolo, queste isole vantano insediamenti ben più antichi, risalenti al I secolo a.C. quando vi approdarono le prime popolazioni di origine polinesiana. Le testimonianze delle antiche civiltà che le abitarono sono ancora ben visibili ed hanno dato vita a siti archeologici di grande fascino e suggestione che evocano rituali ancestrali e tradizioni ormai sopite.

Non è, dunque, un caso che le Isole Marchesi, in lingua locale vengano considerate il “polo culturale” più vivo della Polinesia dove è ancora ben radicata una fiorente tradizione artigianale e dove è nata l’antica arte del tatuaggio. Gli abitanti delle Marchesi sono considerati i più abili artigiani di tutta la Polinesia Francese: grandi e bellissime incisioni, bellissimi tatuaggi, gioielli sorprendenti, testimonianze del famoso talento di questo popolo.

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A differenza delle altre isole della Polinesia francese, qui non ci sono lagune o barriere coralline a protezione della costa. Le sue isole vulcaniche di spigoli vivi, montagne aguzze risultanti da esplosioni di magma, giungle e valli profonde. È uno degli arcipelaghi più remoti del mondo, lontano da ogni massa continentale, tanto da avere un proprio fuso orario. L’isolamento geografico dell’isola ha permesso di sviluppare una fenomenale biodiversità marina. mante, aquile di mare, squali di tutte le specie e di diverse dimensioni, tonni, delfini e pesce spada.

L’isola più grande del gruppo è Nuku Hiva. È anche conosciuta come l’isola mistica e ha molti siti interessanti: la cascata di Hakaui Valley, la terza più alta del mondo, la spiaggia nera di Anaho, grotte sottomarine che conservano flora e fauna, fauna impressionante e la Cattedrale di Notre-Dame con sculture in legno e pietra rappresentative di ogni isola.

Se uno dovesse simboleggiare la casa di Dio attraverso le Isole Marchesi, Nuku Hiva che è l’isola più grande, rappresenterebbe la parte superiore. Le sue cime vertiginose e le sue pendici incredibili si fondono con il blu dell’Oceano Pacifico. Un universo speciale ti apre le sue porte. Il punto di partenza della tua avventura è Taioha’e, la capitale regionale dell’arcipelago, situata alla fine di una grande baia con lo stesso nome. Paesaggi straordinari, un’incredibile storia archeologica, grandi storie e una ricca cultura sono tutti da scoprire insieme a una popolazione particolarmente amichevole.

#UN’ESPERIENZA A BORDO DELL’ARANUI

L’Aranui è una nave mitica, un collegamento vitale che collega le Isole Marchesi, l’arcipelago più isolato della Polinesia francese, al resto del mondo. Questa nave cargo mista fornisce rifornimenti alle 6 isole abitate delle Marchesi ogni tre settimane, ma imbarca anche passeggeri che desiderano scoprire un altro volto della Polinesia. L’occasione unica di vivere una crociera “locale” al ritmo delle tappe di rifornimento di queste isole isolate in compagnia di un equipaggio polinesiano e di avvicinarsi alle popolazioni locali, così accoglienti.


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