Esperance, Western Australia un’oasi nel deserto

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Il capitano Bruni d’Entrecasteaux al comando di Le Recherche e il capitano Huon de Kermandec di L’Esperance, stavano cercando nelle acque australiane l’esploratore scomparso La Perouse quando furono costretti a cercare protezione da una tempesta e si rifugiarono sul lato sottovento dell’isola dell’Osservatorio. Quella notte d’Entrecasteaux scrisse nel suo diario “Ho deciso di dare al porto il nome di Esperance Bay, quello della prima fregata ad entrarvi”. Una traduzione di Esperance significa “sperare con fiducia e fede nel futuro”.

Raggiungere Esperance, da qualsiasi parte la si raggiunga, è un po come arrivare in un’oasi in mezzo al deserto. Salite in macchina e vi basterà andare verso Sud dal centro di Esperance per imboccare la spettacolare strada panoramica Great Ocean Drive. Un percorso ad anello circolare di 38 chilometri che attraversa alcuni dei paesaggi costieri più belli che l’Australia ha da offrire. Le spiagge riparate e incontaminate con le loro acque cristalline e la sabbia bianca come la neve, tra cui la famosa Twilight Beach, sono ideali per il nuoto in famiglia, il surf, il windsurf e la pesca.

Ubicata in una località remota e di notevole interesse, la città di Esperance offre una costa in grado di competere con qualsiasi altro luogo del mondo. Le distanze in Australia non sono uno scherzo, Esperance è 8 ore di macchina da Perth, capitale del Western Australia, ma questa vastità e diversità di paesaggi che si incontrano “on the road” fanno si ché queste distanze in questo continente ai confini del mondo uniscano e non dividano.

La semplicità della vita qui la fa apparire il posto adatto dove rifugiarsi dai ritmi frenetici e dallo stress delle metropoli. Il vecchio porto è ancora immerso nelle affascinanti storie dei detenuti marinai e gli impavidi balenieri, e il leggendario museo della città conserva gelosamente i reperti degli antichi custodi aborigeni. Il Museo Esperance offre uno sguardo sulla storia di Esperance e su come la regione è cresciuta nel corso degli anni. È una componente determinante per l’area culturale/patrimoniale di Esperance e un punto focale per i beni del patrimonio legati al passato di questa destinazione.

Questo piccolo gioiello bizzarro racconta la storia sociale della regione secondo l’argomento, dalle macchine agricole antiche ai primi telefoni, una vecchia carrozza ferroviaria e persino elettrodomestici da cucina. Questo spazio eccentrico è pieno di manufatti insoliti, tra cui i resti della prima stazione spaziale americana, Skylab, che sono precipitati nel 1979. La Contea di Esperance ha addebitato alla NASA AUD$400 per inquinamento. 

#stonehenge esperance

Fra le molte attività del posto si può fare visita alla notevole riproduzione di uno dei siti megalitici più famosi al mondo, lo Stonehenge, realizzata da due eccentrici musicisti, Kim e Jillian Beale, che attirano centinaia di turisti ogni anno, venuti per ammirare la gigantesca e singolare opera d’arte nel loro ‘giardino di casa’. Lo Stonehenge è stato costruito per allinearsi con i Solstizi qui a Esperance. La mattina del solstizio d’estate (21 o 22 dicembre) i raggi del sole si allineano con le pietre della stazione e brillano attraverso la pietra dell’altare. Il tramonto del solstizio d’inverno (21 giugno) ripete lo stesso allineamento al contrario. Entrambi sono uno spettacolo incredibile da vedere.

Appena al largo, l’arcipelago delle Recherche selvaggio e’ selvaggio, una frizione di 100 incontaminate isole di granito, rifugio wallabies rock e leoni marini australiani. Conosciuto dalla gente del posto come la “Bay of Isles”, l’arcipelago Recherche è la natura incontaminata nella sua massima espressione, nessuna delle 100 isole di Esperance è abitata ma si possono fare escursioni giornaliere o semplicemente rimanere nella riserva naturale di Woody Island, dove le uniche attività importanti sono passeggiare nel bush, nuotare, fare snorkeling e pescare.

I Noongar, chiamati anche Nyungar, sono una tribù indigena originaria del Western Australia, più precisamente della zona costale tra Geraldton ed Esperance. I Noongar concepiscono l’anno come un ciclo di sei bonar, stagioni. Il calendario Noongar si basa su ciò che accade attorno a loro, come la natura sta reagendo alle piogge o quando i primi germogli iniziano a sbocciare, piuttosto che a date prestabilite secondo l’astronomia. Per questa ragione, le stagioni possono variare di anno in anno ed essere a volte più lunghe e talvolta più corte.

Quando parliamo di ‘paese’, intendiamo qualcosa che va più in là della definizione della parola che troviamo nel dizionario.

Per gli aborigeni australiani, vogliamo dire patria, o terra della tribù o del clan e significa qualcosa in più che un luogo su una mappa.

Per noi, Paese è una parola che ingloba tutti i valori, i luoghi, le risorse, le storie e gli obblighi culturali associati con quell’area e con quelle caratteristiche.

Descrive la totalità del nostro essere ancestrale.