Harlem, l’anima della strada

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Sono nata nei “mitici anni ’80 adolescenti per sempre”, i miei oggetti cult erano il walkman e lo zaino Invicta; la soundtrack delle mie giornate era ( e lo è ancora oggi) la musica dei Public Enemy, la melodia dei De La Soul, i riff dei Beastie Boys e la musicalità hardcore di Eric B. & Rakim. Il mio programma preferito? Ovviamente Yo Mtv Raps, storico programma di Mtv legato alla cultura hip pop e al mondo dei writers. La mia passione per il mondo hip pop mi ha spinto a prenotare un biglietto one way per New York, viaggio in solitaria alla scoperta dell’anima musicale della città che non dorme mai.

New York è ricca di luoghi legati alla musica. La grande mela è stata ed è ancora oggi il palcoscenico per molti artisti internazionali. Harlem è il cuore musicale di New York, esattamente in questo quartiere e nel South Bronx è nato negli anni 70’ il movimento culturale dell’hip pop.

Nell’immaginario collettivo Harlem continua ad essere il tipico ghetto americano, al contrario è un quartiere dove storia, street art, estro musicale e un’animata religiosità si incontrano e convivono da decenni. Sono molteplici i motivi di interesse: dai musei che celebrano la comunità ispano-americana ai murales lungo le strade dove la comunità afroamericana ha lottato per affermare la propria identità e cultura, dai teatri dove hanno suonato Ella Fitzgerald, Michael Jackson e Louis Armstrong alle chiese dove ogni domenica si elevano le voci gospel più musicali e potenti di New York.

#125thstreet

Il cuore di Harlem si trova sulla 125th Street e quindi vi consiglio di prendere la metro (linea A, B, C o D) e scendere alla fermata chiamata proprio ‘125th Street’. Ad Harlem le Avenue diventano boulevard e le strade non hanno piu’ i numeri come la Lower Manhattan ma prendono i nomi dei grandi protagonisti della storia che hanno combattuto per i diritti civili da Malcom x a Martin Luther King

Gli amanti della musica non possono perdere The National Jazz Museum in Harlem che celebra la comunità jazz del quartiere e propone programmi e spettacoli aperti al pubblico, tra cui Jazz in the Parks, Harlem Swings e Jazz for Curious Listeners. Interamente dedicato all’arte afroamericana, The Studio Museum in Harlem ospita le opere di artisti del quartiere con origini africane.

#apollotheatre

Dalla stazione della metro basta fare pochi passi e si arriva a uno dei luoghi più simbolici di Harlem: l’Apollo Theater. l’Apollo Theater si trova al 253 West della 125th Street. Il teatro aprì nel 1914 con il nome Hurtig & Seamon’s New Burlesque Theater, ma fu nel 1934 che prese il nome di Apollo Theater, diventando poi uno dei centri artistici più rappresentativi del movimento culturale nero chiamato Harlem Renaissance. Da teatro per spettacoli di burlesque aperto solo ai bianchi, diventò palcoscenico e trampolino di lancio per artisti neri in cerca di fama.  Ella Fitzgerald,Billie Holiday, James Brown & The Famous Flames, Diana Ross & The Supremes, The Jackson 5, Stevie Wonder, Aretha Franklin, Mariah Carey, Lauryn Hill sono solo alcuni dei nomi di artisti che hanno cominciato la loro carriera esibendosi all’Apollo Theater.

Harlem è Il Gospel. La mia idea di Gospel era collegata all’immagine della fantastica Woopy Golber, in versione suora in sister act che canta e balla in un bellissimo gospel. Il Gospel non è questo è esperienza indimenticabile che consiglio a tutti di vivere una volta nella vita. Era una piccola chiesa battista, sono stata accolta con un calore incredibile. Sono state tantissime le persone che, una ad una, sono venute a stringermi la mano, a darmi il benvenuto, a scambiare qualche chiacchiera con me…ero una persona di famiglia, facevo parte della loro comunità. La messa domenicale è alle 11 e dura un’ora e mezza ed è considerato molto maleducato andare via prima della fine. Un tempo che inizialmente mi sembrava infinito è trascorso senza che neanche me ne rendessi conto. La funzione è ovviamente totalmente gratuita, passa solo il cesto per le offerte proprio come in Italia. Un tripudio di belle parole, allegria, musica e canti hanno accompagnato la celebrazione ed è stato meraviglioso sentirsi realmente parte di tutto ciò.

Di chiese Gospel a Harlem ce ne sono molte, che la domenica mattina celebrano le loro messe, una delle piu’  famosa è la Corinthian Baptist Church ma se siete in cerca di qualcosa di meno affollato e turistico vi consiglio Greater Refuge Temple, come si evince dal nome, può essere definito come un vero e proprio tempio del gospel.

L’esperienza di una messa gospel a New York non può dirsi completa senza aver provato il famoso soul food.

Qui la musica si fonde con la cucina, e dove se non Harlem per gustare i piatti tipici della cucina soul food? Soul food, la cucina dell’anima, è la cucina della comunità afroamericana nata nel sud degli Stati Uniti, caratterizzata da ingredienti poveri e genuini e legata a doppio filo alla storia della loro cultura e della loro emancipazione. Avanti tutta che pollo fritto, costolette alla brace, gamberoni alla griglia e pesce gatto impanato vi aspettano! Avete già il colesterolo a mille e l’acquolina in bocca? Ristorante iconico di Harlem è Sylvia’s Restaurant The Queen of Soul, situato al 328 di Malcom X Boulevard, il ristorante, si vanta di servire l’autentico soul food dal 1962 e anche in questo caso l’accompagnamento musicale non manca: Gospel brunch la domenica e live music, esperienza indimenticabile garantita!

#eastharlem

East Harlem. Conosciuto anche come “Spanish Harlem” o “El Barrio”, il quartiere di Manhattan è diventato il luogo dove è maggior presente la comunità portoricana. El Museo del Barrio: rappresenta la Harlem ispanica, ed è un simbolo di questa a New York. Si trovano numerose opere d’arte portoricane, una delle piu’ grandi comunità a New York, che non dimentichiamolo, è melting pop di persone e culture diverse.

Nessun quartiere di New York City ha più murales per miglio quadrato di East Harlem. Memoriali, dichiarazioni politiche, decine di capolavori dipinti a spruzzo adornano le pareti degli edifici in questa regione dell’Upper Manhattan, rappresentando anni di espressione, ribellione e terapia per artisti locali. Un vero e proprio tour nella street art!

Anche l’artista Keith Haring ha lasciato un segno nel quartiere, più precisamente in un parco giochi sulla East Harlem Drive Qui dove ha realizzato la sua opera e il murale più iconico di New York City “Crack is Wack”, con la frase “il crack è orribile”, Haring esortava chiaramente i cittadini a smettere di far uso di una droga così nociva come il crack.

Passeggiare per Harlem, è davvero un piacere, ci sono campi di calcetto, di basket, di baseball ad ogni angolo, e poi piazze, bagni pubblici puliti, piccoli ospedali, mini-strutture per i ragazzi e per gli anziani. Come è un piacere vedere dei ragazzini di colore giocare a pallacanestro per emulare i campioni della Nba o sfidarsi in battle musicali a colpi di break dance.

Harlem è solo una delle mille sfumature di New York , è un altro modo di essere americani

La parola chiave qui è comunità, qui si respira un forte senso di solidarietà.

Questa è stata la mia Harlem per un giorno, ma è un quartiere molto esteso e ricco di attrazioni. La sua storia e la sua cultura meritano sicuramente qualche giorno in piu’. See You Soon Harlem!