Key West, la Stella dei Mari

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Nel profondo sud della Florida si trova un’area idilliaca, con spiagge di sabbia bianca, acqua trasparente, barriere coralline, riserve naturali . Tutte queste sono le Florida Keys, un arcipelago infinito di isole ed atolli, che si estende a mezzaluna dalla punta meridionale della Florida fino ad entrare nel Golfo del Messico. La Overseas Highway , una delle strade panoramiche più belle degli USA, collega tutte le isole attraverso lunghissimi ponti, che vi daranno l’impressione di volare sull’oceano.

La strada non solo è l’unica via per arrivare a Key West, il punto più a sud degli Stati Uniti continentali, ma è anche una piacevole occasione, soprattutto nel tratto più a sud, per ammirare scorci panoramici sul mare e scattare qualche foto alla vecchia ferrovia dismessa che un tempo arrivava fino a Key West.

L’isola fu abitata anche dai nativi americani, in particolare dalla tribù dei Calusa. Tribù che anche qui subì la sorte di molti indiani d’America, letteralmente fatti sparire dagli spagnoli. E dagli spagnoli l’isola acquisì anche le origini del suo primo nome: Cayo Hueso, datole presumibilmente da Juan Ponce de Leon primo europeo a giungere qui.

Cayo Hueso significa letteralmente “banco d’ossa”, isolotto che si riferisce a un’isola bassa o ad una barriera corallina. Si dice che l’isola fosse disseminata di resti ossa di precedenti abitanti nativi, che usavano l’isola come cimitero comunale.

Prima che gli Stati Uniti presero possesso della Florida dalla Spagna, c’erano pochi o nessun abitante permanente nelle Florida Keys. Cubani e bahamiani visitavano regolarmente le Keys, i cubani principalmente per pescare, mentre i bahamiani pescavano, catturavano tartarughe, tagliavano legname di latifoglie e recuperavano relitti. Anche contrabbandieri e corsari usavano questi luoghi selvaggi e incontaminati per nascondersi. Non a caso, assieme al turismo, uno dei business più redditizi di Stella Maris è stato per decenni il recupero dei relitti incagliati nelle barriere coralline: a tal proposito, la Mel Fisher Maritime Heritage Society celebra le imprese di Mel Fisher, il cercatore di tesori più famoso d’America.

Qui a Key West confluiscono la storia cubana, americana ed europea, quella inglese e quella spagnola ad esempio. Non a caso uno dei luoghi simbolo di Key West a testimonianza di questo incontro e spesso scontro di culture è il l’edificio del vecchio ufficio postale e della dogana, il Custom House, oggi sede del museo di arte e storia di Key West.

#Customhouse

Qui a Key West confluiscono la storia cubana, americana ed europea, quella inglese e quella spagnola ad esempio. Non a caso uno dei luoghi simbolo di Key West a testimonianza di questo incontro e spesso scontro di culture è il l’edificio del vecchio ufficio postale e della dogana, il Custom House, oggi sede del museo di arte e storia di Key West.

La dogana rappresenta da sempre un crocevia di saperi e di storie, di luoghi e partenza, via d’accesso e di confronto con l’altro. Al Custom House Museum, un edificio di quattro piani che si affaccia su Key West Harbor, potrete apprendere la cultura e la storia locale e ammirare opere d’arte locali. Raccoglie oltre 25,000 articoli che ricostruiscono la storia di Key West e dei suoi abitanti. Potrete conoscere le vite delle persone che hanno contribuito a dare forma alla città attraverso le lettere, le cartoline e gli archivi storici.

I cubani emigrarono a Key West a centinaia e portarono con sé il business dei sigari dell’Avana. Questi produttori di sigari immigrati importarono tabacco da Cuba e iniziarono a rollare sigari locali con Tabacco cubano Il loro prodotto era chiamato “Clear Havana”. Ben presto i sigari divennero un grande business e lo spagnolo divenne la seconda lingua non ufficiale dell’isola. Nel 1870, il quotidiano El Republicano fu stampato localmente in spagnolo. L’influenza di Cuba sull’isola crebbe con l’arrivo di altri sigari. Nel 1875 fu eletto sindaco Carlos Cespedes, un cittadino cubano che parlava solo spagnolo.

#lastelladeimari

Key West, la Stella dei Mari. Così la chiamavano, a ragione, i cubani durante il diciannovesimo secolo: un luogo prospero, in cui la pesca e la fabbricazione dei sigari rappresentavano una valida alternativa alla rigida gestione coloniale degli spagnoli. Ancora oggi la cittadina – la più meridionale degli Usa – si contraddistingue per uno spirito di libertà ed eccentricità che è difficile trovare altrove. I suoi abitanti, più o meno nativi, si fanno chiamare “Conch” (letteralmente “conchiglia di strombo”), a indicare il fatto che in molti casi si tratta di immigrati dalle Bahamas con origini europee.

Key West è una localita talmente multietnica che ogni strada rappresenta una comunità, una delle tante anime è quella del Bahama Village, adagiata attorno Thomas Street e Whitehead Street. Non stupitevi se qui galline, chiamate dai local ” West Gypsy Chickens” o Cubalaya , girano allegramente per la via o si riposano sui tetti delle automobili, protette dalla legge e rispettate da tutti,le galline sono un po’ come un animale domestico per loro. Mi raccomando a non sottovalutarne le origini, i polli e le galline di Key West che vagano per le strade sono discendenti diretti di uccelli della giungla originari di Cuba e delle isole dei Caraibi.

Poiché la mia anima outdoor prende ogni tanto il sopravvento, allora non possono non nominare il Dry Tortugas National Park: snorkeling di livello mondiale, kayak, osservazione della fauna selvatica e campeggio sotto le stelle. Location più curiosa e affascinante, caratteristico Fort Jefferson, che sembra quasi ergersi dal nulla sulle acque del mare, fu costruito in uno dei punti strategici ritenuti migliori per difendere il Golfo del Messico e gli Stretti della Florida. La sua posizione lo rendeva un perfetto punto di appoggio per pattugliare e mettere in sicurezza tutto il traffico navale di città come New Orleans, Mobile e Pensacola.

Key West non è un luogo geografico ma uno “state of mind”, va presa così come viene senza freni mentali. La tranquillita e la serenita si assimilano semplicemnte attraversandolo in bicicletta, con un colpa di pedali si passa alle velle ville coloniali di Fleming Street o a quelle color pastello di Truman Annex. Fin dai suoi primi giorni, le persone sono per pescare, scrivere, fare baldoria e ringiovanire. Dal famoso genio, scrittore, poeta, premio Nobel Ernest Hemingway al famigerato sceneggiatoreTennessee Williams per arrivare al presidente Herry Truman.

Key West è sempre stato un luogo in cui puoi essere te stesso, ritrovarti o reinventarti.

“Tutto in lui era vecchio tranne gli occhi che avevano lo stesso colore del mare ed erano allegri e indomiti.”
Ernest Hemingway, Il Vecchio e il Mare