Nuova Zelanda, c’era una volta la Vecchia Zelanda?

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La Nuova Zelanda si trova in Oceania ma la Vecchia Zelanda dove si trova?

La storia ci narra che nel lontano 1642 il navigatore olandese Abel Tasman arrivò nell’isola meridionale della Nuova Zelanda, dopo uno scalo nell’isola australiana oggi nota, non a caso, “Tasmania”. Vi ho dato un piccolo indizio su dove si trova la terra che ha dato nome al paese oceanico.

La Zelanda è infatti una provincia del Paesi Bassi, che è composta anche da isole e il suo nome in olandese significa “terra del mare”, Zee-land, infatti, è l’unione, rispettivamente, dei vocaboli tedeschi equivalenti a mare (Zee) e terra (Land). A chiamarla così furono i cartografi olandesi Hendrik Brouwer e Joan Blaeu, in seguito alla spedizione di Tasman, l’associazione con la Zelanda ai due studiosi venne spontanea, perché entrambi i territori erano formati da isole, da cui il nome Nieuw Zeeland.

La storia certo è importante, è scritta nei libri, si insegna e si studia ma malgrado la storia personalmente inseguo le leggende; le leggende che ci invitano a riflettere sul confine tra fantasia e realtà, che è molto più labile di quel che di solito pensiamo, ma soprattutto ci permettono di immaginare miti e narrazioni da cui lasciarsi trasportare.

Questa che vi racconto è una delle mie favole preferite, una favola ricca di avvenimenti meravigliosi, personaggi fantastici, animali mitologici e paesaggi ancora oggi tutti da esplorare.

#ONCEUPONTIME

C’era una volta Kupe, un grande ed esperto navigatore polinesiano. La sua avventura comincia quando parte alla ricerca di un grande polpo; non era dotato di bussola, radar, apparecchi elettronici super sofisticati, gli esperti navigatori polinesiani avevano qualcosa di più autentico per orientarsi tra le isole del Pacifico…. il cielo, le stelle e le correnti dell’oceano guidavano i loro viaggi. Gli unici aiuti “strumentali” vennero dai “mattang”, delle carte nautiche dove le correnti venivano rappresentate con bastoncini di bambù e le isole con conchiglie e dal maiale che con il suo fine odorato sentiva la “terra” molto prima di essere avvistata. 

La vicenda è quella legata all’inizio della colonizzazione maori nel IX secolo verso Aotearoa, la “terra della lunga nuvola bianca”, partendo da Hawaiki, la loro terra d’origine. La leggenda racconta che il grande navigatore Kupe si mise in viaggio sulla propria, waka, canoa a doppio scafo sulle tracce del gigantesco polpo di nome Muturangi che causava non pochi problemi alla pesca intorno a Hawaiki. I Maori parlano di questa isoletta come “Hawaikinui, Hawaikiroa, Hawaikipāmamao”, vale a dire “la grande Hawaiki, la lunga Hawaiki, la lontana Hawaiki” considerandola la loro antica e spirituale patria.

E’ stato così il navigatore giunse davanti alle coste di Aotearoa, nome maori della Nuova Zelanda attribuito però non da Kupe, ma da sua moglie Hine-te-Aparangi, che, alla vista della terra, esclamò “He ao, he ao tea, he ao tea roar” ovvero “Una nuvola, una nuvola bianca, una lunga nuvola bianca”. Un luogo straordinariamente fertile, ricco di fiumi, vette coronate di nevi eterne, foreste pluviali, suggestivi fiordi, spiagge assolate, vulcani fumanti, lande aride e sabbiose, bucoliche colline.

#kauri

La foresta di Kauri si trova nella regione di Hokianga, il cui toponimo deriva da Hokianga-nui-a-Kupe, “il luogo di partenza di Kupe”. Secondo la leggenda fu qui che Kupe, dopo aver scoperto la Nuova Zelanda, sostò per coltivare le kumara, le patate dolci neozelandesi. I Kauri sono esclusivi della Nuova Zelanda: si possono trovare soltanto nelle foreste dell’isola del Nord. Tane Mahuta, letteralmente “Il Signore della Foresta“ e un albero di kauri di oltre 2000 anni, alto 51,5 metri e con una circonferenza di 14 metri. Tāne Mahuta è l’essere vivente più grande della Nuova Zelanda di Aotearoa

La Nuova Zelanda è oltre le stelle, oltre le carte nautiche è un lembo di terra isolato, distante da tutto, luogo ideale per guardarsi dentro, per resettare l’anima, in fuga dal caos della nostra frenetica quotidianità. Aotearoa è l’ultima terra ad emergere ma pare la più antica perché è così lontana che i primi uomini ci sono arrivati tardissimo, più o meno un migliaio di anni fa. E da allora, forse per la prima ed unica volta, non hanno toccato nulla. Hanno lasciato tutto così.

Anche il suo splendido cielo notturno è noto come il cielo più oscuro del mondo abbondantemente incorporato con stelle scintillanti. IL cielo neo zelandese ha sempre atratto gli astronomi e ad oggi moltissimi astroturisti. La Aoraki Mackenzie Dark-Sky reserve, nel cuore della South Island, è uno dei posti migliori per osservare le stelle, l’area formata dall’Aoraki (Mt Cook) National Park e dal bacino del Mackenzie è stata designata Dark-Sky Reserve nel 2012.Anche se l’osservazione di stelle nell’isola del Sud è disponibile durante tutto l’anno, i cieli sono i più chiari durante l’estate e l’autunno offrendo le più magnifiche immagini celesti.

Se mi chiedessero ” cosa ti viene in mente se pensi all Nuova Zelanda?”, la prima risposta sarebbe “Maori”. Sono stata totalmente rapita dalla loro cultura, ho iniziato a leggere, ad ascoltare ed osservare con maggiore attenzione tutto ciò che li riguarda. La cultura Māori è parte integrante della Nuova Zelanda ed è uno dei tratti che contribuiscono a formarne il carattere e a renderla unica.

Maori. Fieri, orgogliosi, forti: sono presenti in tutte le forze politiche della Nuova Zelanda e hanno anche costituito un partito Maori, il Mana Motuhake. 

Essi credono che tutte le cose viventi discendano dagli dèi, e che degli dèi siano intrisi i fiumi, i laghi, le montagne, gli alberi: ogni cosa ha un’anima (wairua). Alcuni elementi geografici dell’Isola del Nord sono punti fondamentali di riferimento e ritenuti sacri per i Maori: il fiume Wanganui e i monti Ngaruahoe e Ruapehu.

Nonostante la spoliazione delle loro terre a opera dei Pakeha, i colonizzatori bianchi, sono riusciti a conservare la propria identità culturale e religiosa, e dopo lunghe battaglie legali la loro lingua viene oggi insegnata nelle scuole e nelle università neozelandesi. Da anni il popolo Maori ha iniziato una tenace e determinata riconquista di quel paradiso che è Aotearoa. È l’inizio di un riscatto culturale che, nonostante le inevitabili tensioni razziali, l’esistenza di sacche di emarginazione in seno alla società neozelandese, rappresenta un primo e importante passo verso l’autodeterminazione.

La Nuova Zelanda per me non è solo una destinazione, non è un semplicemente viaggio…è un racconto che non smetterei mai di raccontare, guardare e scoprire.