Papa e Rangi,una storia bellissima

ManuelaTips  > VIAGGIANDO >  Papa e Rangi,una storia bellissima
0 Comments

Le chiamano leggende, li chiamano miti, crederci oppure no ad ognuno la scelta. Come diceva il maestro dell’arte Totò “Non è vero ma ci credo”. Personalmente a differenza di Antonio De Curtis credo fortemente che queste storie così antiche ed ancestrali siano reali. Mi piace credere così perché qui ritrovo anche la mia storia, le mie radici semplicemente una parte di me.

Forse in una vita passata sono stata un navigatore polinesiano, una guerriera Maori, resta il fatto che con questa Terra Aotearoa io sento un lungo fortissimo, che supera kilometri e kilometri di oceani,spazi, montagne,popoli…

In Nuova Zelanda non esiste una costituzione come la nostra scritta e ahimè anche fin troppo fissa nel tempo, non esistano date scolpite ovunque ma esiste la cultura quella polinesiana, che è cantata, raccontata attraverso la musica, la danza, l’arte del tatuaggio, della lavorazione del legno. È una cultura emozionale ed espressiva, che personalmente mi da sempre l’idea di cambiare, di evolversi, lontana ma al tempo stesso vicinissima.

Le fiabe cominciano così “C’era una Volta”….la mia fiaba sulla Nuova Zelanda è una never ending story, c’era e ci sarà per sempre Aotearea, la terra dalla lunga nuvola bianca.

#C’ERAUNAVOLTA

Era la prima notte del mondo, Rangi, il Cielo, e Papa la Terra, erano stretti in un abbraccio che escludeva ogni luce e spazio. Da questa unione nacquero i loro figli della natura nell’oscurità angusta: Tawhiri-matea, il dio dei venti e delle tempeste, Tangaroa, il dio dell’oceano e di tutte le sue creature; Tane-Mahuta, il dio delle foreste e degli uccelli; Rongo, il dio dei cibi coltivati ​​e della pace; Haumia-tiketike, il dio dei frutti selvatici della terra, come la radice di felce; Ruwaimokoil dio dei vulcani e dei terremoti, e Tu-mata-uenga (“Tu dalla faccia arrabbiata”).

Qui sono cresciuti fino a quando un giorno si sono chiesti come sarebbe stato entrare e vivere nella luce. Dopo molte discussioni, decisero di separare i loro genitori, sebbene Tu-mata-uenga, il più feroce di tutti i bambini, volesse uccidere i suoi genitori. I suoi fratelli, tuttavia, hanno cercato di separare i loro genitori usando le mani e le spalle senza alcun risultato – finché Tane si è sdraiato sulla schiena e ha usato la forza delle sue possenti gambe per separarli.

Strappati l’uno dall’altra, gli dei ritrovarono il loro spazio, la luce irradiò e fu il primo giorno…

Tane, padre delle foreste divide, le sue radici sono nella Terra con la madre e i suoi rami sono rivolti al cielo, verso il padre. Da quel giorno Papa e Rangi continuano sperare, che un giorno torni tutto come prima; chi lo sa forse potrebbe accadere e il mondo potrebbe ricominciare in un modo forse migliore o forse semplicemente diverso…

Al tempo stesso il grande albero unisce, con il suo tronco forte e possente, unisce non solo  madre e padre, terra e cielo, ma tutti noi. Per me la Nuova Zelanda comincia da qui, da queste radici, prima dell’arrivo di Kupe, esperto navigatore polinesiano, prima ancora degli esploratori europei, prima di tutto…

Tane, padre delle foreste, esiste nella realtà ed è il più grande albero di Kauri vivente nella Nuova Zelanda, imponente e maestoso ci rimanda all’orgine del mondo. Una bellissima passeggiata accompagnata dal canto maori di un autoctono vi condurranno proprio da Lui. Come un pugno nello stomaco improvvisamente eccolo il “Signore della Foresta”. Quando ci toccherà di ammirare quest’albero magnifico, fermiamo il tempo, restiamo ad ascoltare , riusciremo quasi  a sentire la forza e l’antica presenza di Tane Mahuta. Le sue dimensioni stravolgenti ci faranno sembrare dei nani al cospetto.

Ultimamente ho avuto la fortuna di assistere ad un webminar che racconta proprio questa storia. In modalità virtuale mi sono trovata davanti quest’albero kauri, gigante, enorme ed ho avuto l’impressione che mi stesse osservando. Anziano ma saggio, con un bagaglio di esperienza alla spalle e con una voglia pazzesca di raccontarsi.

A quel punto un mix di sensazioni è letteralmente esploso brividi, commozione, rispetto ed energia. Ho raccontato le mie sensazioni al mio personal coach e lui mi ha risposto “Manu ma pensa a quando lo vedrai nella realtà”.

La mia risposta? Io piango sicuro.

Nuova Zelanda è molto di questo, condivisione. Una terra che ti chiama da lontano perché ha voglia di raccontarsi con forza ed energia. Anche il saluto tradizionale Maori è uno scambio, si preme il naso e la fronte (al tempo stesso) ad un’altra persona in un incontro.

Nell’Hongi, l’Ha (o soffio vitale), viene scambiato e mescolato con la persona con cui lo si condivide. Attraverso lo scambio di questo saluto fisico, non si è più considerato Manuhiri (visitatore) ma piuttosto Tangata Whenua, una delle persone del paese. Per il resto della permanenza si è così costretti a condividere tutti i doveri e le responsabilità delle persone a casa. Quando i Maori si salutano l’un l’altro con i nasi pressati, la tradizione ritiene che si condivida il respiro della vita avvicinando l’uomo agli dei.

Qui la storia si mescola con la leggenda, la leggenda si unisce alla tradizione.

Kia Ora, viaggiatori benvenuti in Nuova Zelanda.

This is a massage from New Zealand!