Vancouver Island, un santuario di Wildlife

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“No, we don’t need more sleep. It’s our souls that are tired, not our bodies. We need nature. We need magic. We need adventure. We need freedom. We need truth. We need stillness. We don’t need more sleep, we need to wake up and live”  – Brooke Hampton

Non so se il poeta quando ha scritto questi versi stava sognando Vancouver Island, ma appena li ho letti la mia mente ha preso un aereo ed è atterrata su quest’isola, a due ore di traghetto dalla terraferma di Vancouver. Quando parliamo di inesplorato e di nuovo, c’è sempre qualche navigatore di mezzo, questa volta è inglese e e il suo nome è George Vancouver. Dopo aver accompagnato James Cook nella sua seconda e terza spedizione, esplorò la costa nord-occidentale dell’America Settentrionale, doppiando dapprima il Capo di Buona Speranza e visitando successivamente la Nuova Zelanda, Tahiti e le Hawaii. Raggiunse la costa canadese nel 1792 ed esplorò l’isola di Vancouver e gran parte del resto della costa fino all’Alaska.

Vancouver Island, la più grande isola della West coast americana. E’ un posto per chi ha fame di curiosità, di esperienza, di qualcosa di nuovo, autentico ed unico. Una destinazione incredibile circondata dall’Oceano Pacifico su tutti i lati, l’isola di Vancouver è l’oceano. L’oceano ispira il quotidiano. Indipendentemente dal motivo per cui scegli di visitare l’isola di Vancouver, devi attraversare l’oceano per arrivarci. Sul traghetto, viaggi attraverso l’acqua. Su un aereo, puoi assistere alla vista maestosa del Pacifico dall’alto. Qui sull’isola di Vancouver, si vive e si respira l’oceano.

#Victoria

Victoria ò la capitale e Victoria Harbour è il suo pittoresco porto commerciale che permise all’isola di fiorire,da avamposto per lo scambio di pellicce, la citta divenne un centro di rifornimento per la corsa all’oro e nel 1871 capitale. Se in Italia a Venezia, le gondole vi portano in giro per la città, qui potrete salire a bordo di un taxi H2O, una piccola imbarcazione colorata che sembra sorridere ai viaggiatori mentre li scarrozza attraverso le località intorno al porto.

Victoria soprannominata, the Garden City è una metropoli deliziosa. Dal Royal BC Museum, dove ammirare l’immensa collezione di artefatti della First People Gallery e camminare tra i totem di cedro rosso, al quartier galleggiante di Fisherman’s Wharf, stilosamente canadese colmo di casette color pastello, negozi, ristoranti dove assaggiare il pesce fresco del Canada. Non potrete resistere agli occhi dolci e affamati dei local, i leoni marini.

Foresta pluviale, profondi fiordi, montagne alte fino a 2200 m, fiumi impetuosi, pietraie e nevai, la vera avventura comincia quando ci si allontano dalla capitale. L’habitat più prezioso è proprio la foresta pluviale temperata, la più vasta al mondo: cedri rossi giganti vecchi di più di mille anni si mescolano a diverse varietà di abeti, innalzandosi da un sottobosco di felci e muschi dove i raggi del sole non arrivano. L’isola si estende per 460 km dall’affascinante e sofisticata Victoria nel sud-ovest alle spiagge battute dal vento di Cape Scott e fino ad arrivare agli aspri promontori della parte settentrionale.

#Pacificrim

L’odore salato del Pacifico si insinua tra i sentieri, i laghi, i corsi d’acqua madrepatria del salmone. Un Viaggio nel viaggio, La Pacific Rim National Park Reserve è un parco di 511 km² situato nella British Columbia, in Canada, che comprende tre regioni separate: Long Beach, Broken Group Islands e West Coast Trail.

Gli elementi unificanti di queste tre diverse regioni sono l’acqua, la foresta pluviale e la cultura nativa Nuu-chah-nulth.Sede del popolo Nuu-chah-nulth, la Pacific Rim National Park Reserve è un luogo di spiagge erranti, straordinarie bellezze naturali e una vivida storia culturale.

Presenti nell’area del Pacifico da migliaia di anni, questi maestri marinai hanno utilizzato le risorse naturali per il commercio e la sostenibilità. Oggi 7 delle 15 tribù Nuu-chah-nulth mantengono almeno 22 piccole riserve all’interno dei confini del parco e nove al confine del parco.

Godetevi una passeggiata estiva lungo un’infinita spiaggia sabbiosa, tra Tofino e Ucluelet o approdate con il vostro kayak su uno degli isolotti dell’arcipelago Broken Group Islands dove sarete accolti da un caloroso First Nation Beach Keeper o ascoltate le antiche leggende raccontate intorno al fuoco e sotto il cielo stellato canadese, dai Guardians of the West Coast Trail. Foreste e coste rocciose, alternate da lunghissime spiagge di sabbia bianchissima. In oceano migliaia di verdissimi atolli donano al complesso ecosistema un’atmosfera tropicale, pur trovandoci, invece al centro della Foresta Pluviale Temperata.

#Telegraphcove

Siamo nell’estremità nord, un piccolo villaggio in un contesto delizioso e pittoresco. Tanto piccolo quanto ricco di cosa direte voi, di negozi, bar, albergoni; no qui il vero lusso è l’esperienza. Il villaggio in se stesso è un’esperienza, interamente costruito in legno con queste tenere casette costruite su palafitte che si affacciano direttamente sulle acque di Johnstrone Strait. Qui ritorna il contatto direi ancestrale e viscerale con l’oceano, con la bella stagione arrivano le orche da nord attirate dagli abitanti del posto i salmoni migratori. Si possono notare mentre fanno capriole sui letti di ghiaia delle basse acque di Robson Bight. Questa è una riserva ecologica che è stata fondata nel 1982.

#Greatbarrierforest

A landscape of hope. La Great Bear Rainforest è un tesoro, non solo per i canadesi, ma globale e copre 6,4 milioni di ettari sulla costa settentrionale e centrale della British Columbia, con dimensioni equivalenti a quelle dell’Irlanda.

La vasta terra di cedri millenari, cascate che sgorgano dai fianchi di montagne ricoperte di muschio, acque scure di granito e fiordi tagliati da ghiacciai. Questa distesa remota ospita molte comunità First Nations e una ricca fauna selvatica: lupi grigi costieri, orsi grizzly, cervi sitka, puma, capre di montagna, orche, salmoni, leoni marini, lontre marine, megattere.

Il sindaco di questa terra è il raro orso Kermode color crema, o orso spirito, considerato sacro dal popolo T’simshian, simbolo dell’unione tra il mondo terreno e il mondo. L’alone magico che lo circonda è dovuto al colore della sua pelliccia. La sua pelliccia bianca, infatti, gli conferisce un aspetto insolito per le foreste umide. Questo colore non è altro che il risultato di un tratto genetico recessivo, ma per è semplicemente il gigante buono della foresta.

Ci sono luoghi che meritano di essere vissuti nella vita almeno una volta ed ora più che mai questo mondo frenetico ha bisogno di una pausa, di una riflessione. Prendiamo il tempo e riempiamo il tempo di esperienze vere, forti, pure perché sono quella che rendono la vita pazzesca.


“La via più chiara verso l’Universo è attraverso una foresta selvaggia” – John Muir


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