Stati Uniti, un viaggio raccontato dai nomadi del terzo millennio

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Nomadland, un viaggio indimenticabile attraverso la vita, i sogni e le speranze

Essere consulente di viaggio significa guardare il mondo con occhi diversi. Una serata in versione streaming può diventare qualcosa di speciale. Un film ha la forza di raccontarci una destinazione da un punto di vista nuovo. Dalla teoria alla pratica, dai libri alla potenza delle immagini spesso accompagnate da una colonna sonora altrettanto potente.

Serata divano davanti alla televisione. Voglia di conoscere e di esplorare. Ho già in mente la destinazione, Stati Uniti ed il film, Nomadland.

Si sa, gli Stati Uniti hanno dei panorami più che unici che li caratterizzano, rendendoli completamente diversi dal resto del mondo. Nomadland lo trasmette visivamente, facendoci immergere in alcuni di questi.

Il Miglior Film agli Oscar 2021 ci porta nel Badlands National Park in South Dakota, sulla Mendocino Coast in California settentrionale, il tutto partendo da Empire, un paesino in Nevada. Le scene finali sono state girate sull’Oceano, in California nella contea di San Bernardino.

In questi spazi, la protagonista, Fern trova la sua indipendenza, nel deserto, nelle rocce, negli alberi, nelle stelle. Vivendo in un furgone diventa parte integrante della natura , con le sue bellezze e le sue ostilità.

L’idea di casa è ovunque la strada la conduca. Lo spazio che abita Fern, quell’America rurale ed errante, è un luogo in cui le persone si prendono cura gli uni degli altri, una comunità nomade dai valori antichi e profondi.

 Il film ci parla della condizione umana di chi non si arrende mai, ma soprattutto delle fugaci quanto meravigliose connessioni personali. Perché condividendo anche piccoli istanti, semplici sguardi e sorrisi riusciamo a restare vivi. «Not homeless, just houseless»

“Ciò che fanno i Nomadi è simile a quello che fecero i pionieri”
Mendocino Headlands State Park, California.
Badlands National Park South Dakota, le “terre cattive”

Luoghi un tempo catalogati come terre “cattive” (bad lands, appunto) oggi sono tra le aree più spettacolari degli Stati Uniti. Ne è un esempio il Badlands National Park nel South Dakota sud-occidentale.

Le persone hanno abitato l’area di Badlands per almeno undicimila anni. Prima arrivarono i cacciatori di mammut, poi le tribù nomadi di cacciatori di bisonti, gli ultimi dei quali erano i Lakota, che vivono ancora qui.

Formatosi per l’effetto dell’erosione, questo territorio di torri e burroni rappresentava una barriera invalicabile dagli indiani e dai cacciatori di pellicce francesi fino ai pionieri del XIX secolo. Centinaia di migliaia di favolosi fossili di vongole, granchi, tartarughe, rettili volanti e pesci antichi sono stati trovati nel parco, considerati materiale prezioso anche per la scienza moderna.

Il Fossil Exhibit Trail è il percorso breve più popolare del parco ed è dove i visitatori possono vedere le repliche fossili e molte mostre di creature estinte che un tempo vivevano nelle Badlands. Il sentiero si trova a cinque miglia a ovest del Ben Reifel Visitor Center presso la sede del Parco, e questo sentiero è facilmente accessibile.

Oggi i viaggiatori restano senza parole di fronte alle infinite forme di questo paesaggio dai mille colori, mentre lo sguardo si perde nell’immensità delle praterie.

Poiché il Badlands National Park non è circondato da grandi città o altre importanti fonti di inquinamento luminoso, i cieli notturni nel parco sono molto chiari. Dopo il tramonto, i visitatori possono vedere molti dei più grandi spettacoli che il cielo notturno regala: costellazioni, la via Lattea, stelle cadenti e molto altro ancora.

Badlands National Park, U.S.A.

“I don’t ever say a final goodbye. I always say, ” I’ll see you down the road”. And I do”

Bob – Nomadland