Jeanne Baret, la prima donna esploratrice del 700 a circumnavigare il mondo

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APPUNTI DI MARE

I giornali di bordo raccontano meraviglie e imprese di uomini e donne che hanno risposto alla chiamata del mare imbarcandosi viaggiando tra uragani, ghiacciai, tramonti e tempeste. Diverse storie e leggende si sono perse con il tempo ma per fortuna molti navigatori sono riusciti a trascrivere queste avventure su taccuini, diari, quaderni e registri nautici.

Gli ufficiali di bordo erano abituati ad annotare tutto, trascrivere rientrava nei loro compiti. Molto spesso era un modo per sconfiggere la paura, la solitudine bloccati tra terre sconosciute in attesa di tornare a casa. Questi racconti tramandati negli anni non sono semplici trascrizioni ma racchiudono la speranza, il desiderio di lasciare qualcosa che avesse un valore.

Marinai, commercianti, avventurieri, pittori e scienziati, personaggi che in un modo o nell’altro hanno legato il loro destino a quello del mare, diventando leggende.

JEANNE BARET

Questa è la storia della prima donna che ebbe il coraggio di affrontare i piaceri e i rischi della vita in mare.

Jeanne nasce nel 1740 a La Comelle, un villaggio nei pressi di Autun in Borgogna. È di famiglia umile, il padre Jean è un bracciante, la madre Jeanne forse di origini ugonotte. Impara sin da bambina l’arte delle erbe e, non si sa come, anche a leggere e scrivere. Ritroviamo le sue tracce venti anni dopo quando il naturalista Philibert Commerson la assume come governante a Toulon-sur-Arroux, non lontano dal villaggio di Jeanne.

Il Settecento fu un’epoca di grandi scoperte ed esplorazioni: gli Europei investirono enormi risorse per scoprire ed esplorare le terre più remote del globo, riportando in Europa enormi bagagli di conoscenza. I diari di viaggio narrano di due navi francesi di fronte alla costa di Tahiti qui Jeanne, sorpresa nuda, sarebbe stata costretta da alcuni membri dell’equipaggio a rivelare la sua identità. Avevano scoperto che era una donna che fino a quel momento era stata scambiata per un ragazzo.

L’esploratore francese Bougainville chiamò Tahiti la Nuova Citera, poiché gli ricordava una bella isola del Mediterraneo chiamata Kỳthera. La bellezza di Tahiti ha ispirato artisti e poeti. Per alcuni, equivale al paradiso.

Coraggiosa e passionale, Jeanne decide di imbarcarsi sulla Étoile, la nave di supporto della famosa spedizione di Louis Antoine de Bougainville. La prima missione scientifica francese intorno al mondo che aveva avuto il compito di esplorare le terre tra le Indie e le coste occidentali dell’America rivendicando le nuove scoperte per la gloria della Francia.

La presenza di una donna sulle navi francesi al tempo non è ammessa così Baret si unisce alla spedizione fingendosi il valletto del suo amante, il botanico Philibert Commerson. Da quel momento diventa Jean il valletto. A bordo ci sono più di 115 tra marinai ed ufficiali e lei è la sola donna. Mantenere il segreto è essenziale per la sua sicurezza.

LE PRIME ESPLORAZIONI

Quando la spedizione giunse in Brasile iniziarono le prime esplorazioni, con il botanico ed il suo “assistente” che ebbero un ruolo fondamentale. Jeanne si incamminava su pendii ripidi e pericolosi alla ricerca di piante da includere nella collezione, tra le quali il rampicante tropicale che avrebbe portato il nome proprio del comandante della spedizione, la bougainvillea.

Attraversando il Pacifico la spedizione resta a corto di provviste e deve sostare per rifornirsi, prima nelle Indie Orientali Olandesi e poi sull’Ile de France, oggi Mauritius dove i due amanti si stabilirono per quattro anni. Dopo la perdita di Commerson, l’esploratrice decise di tornare a casa. Con il suo arrivo a La Rochelle, nove anni dopo la sua partenza, divenne la prima donna ad aver circumnavigato il globo.

Luigi XVI al suo ritorno in Francia la definì appunto «una donna straordinaria». L’esploratrice è stata una delle figure più importanti del Settecento. Gli appunti di mare la descrivono come una persona inesauribile, capace di trasportare sotto ogni tipo di clima, dalla neve al sole tropicale, carichi gravosi provviste, quaderni di botanica, attrezzature e molto altro ancora.

Peccato però che il suo grande lavoro di ricerca non fu mai riconosciuto come avrebbe meritato, ma senza dubbio è stata una donna che seppe infrangere gli schemi dell’epoca e che per questo appare “CONTEMPORANEA“.

Una pioniera, un’appassionata di piante, una donna brillante, una passeggera clandestina che fece grandi sacrifici in nome della scienza.